IL SOGNO

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“E allora perché non tentare anche a Saronno la costruzione di un Villaggio SOS?
Come primo passo occorreva convincere l’Amministrazione Comunale e far approvare la proposta. Impresa non certamente facile. Ero tuttavia convinta che i consensi sarebbero stati unanimi se si fosse vista la realtà di un Villaggio SOS, la sua vita quotidiana, la sua finalità educativa tradotta nella pratica di ogni giorno. Il Sindaco e gli assessori di allora (1984) ricorderanno certo quel viaggio sullo scomodo scuolabus, non certo adatto per una visita di piacere, ma sufficientemente capace per una autentica ricerca di soluzione ai bisogni dei minori.

In quel giorno, credo, il Villaggio SOS è nato nella mente e nel cuore degli amministratori.
Ma come attuare un’opera così grande?
Non fu certo facile attuare un progetto che pur sembrava tanto rispondente ai bisogni dei minori in situazione di disagio familiare. Persino l’Associazione Nazionale Villaggi SOS Italia non accettò subito la proposta di un Villaggio SOS a Saronno con delle ragioni certamente plausibili: stava già sorgendo un Villaggio a Morosolo in provincia di Varese, capace di dare sufficienti risposte. Ma io non potevo dimenticare le affermazioni di un eccellente giudice del Tribunale dei Minori di Milano: ”Ogni Comune dovrebbe avere il proprio Villaggio per rispondere ai minori in difficoltà sempre più numerosi”. E in una importante assemblea nazionale dei Villaggi SOS, con le lacrime agli occhi, ho ripetuto con profonda convinzione: “Il Villaggio sorgerà a Saronno nonostante tutto”.

Maria Lattuada